Linking

Non vi è stata volta in cui abbia scritto e abbia detto cose non vere. Cose non mie. Non so mentire, soprattutto quando scrivo. E ciò di cui scrivo è realmente accaduto. A me. E sono certa che non riguardi solo me. Essere capita non è una pretesa ma la speranza e la conseguente fiducia di costruire un legame con chiunque possa leggere ciò che di non solo mio non smetterò mai di scrivere. 

Broken string

Ho sofferto. E quel dolore è stato atroce. Ho sentito che la tua pelle si staccava dalla mia. È stato un processo così lento da ritenerlo più che lancinante. Un dolore consapevole e lieve allo stesso tempo. Quel legame che si infrangeva mi ha abituata al suo accadere in modo tale da rendermi pronta e incline alla sua venuta. Inutile opporsi fisicamente ad esso. Seppur la mia mente continuava a figurarselo un legame, le nostre pelli si separavano. Averti addosso non è più possibile. Il tempo ha fatto la sua parte. E noi, da anime diligenti al cospetto del volere della vita, abbiamo messo in atto il tutto. Ci siamo prestati, senza opposizione alcuna. Sebbene la mia mente continuava ad urlare di volerti ancora su di me, al mio fianco, dentro di me, il mio corpo ha svolto il suo compito egregiamente. E mi chiedo come mai esso stesso non riporti cicatrici della rottura.

Il mio cuore. È lui che ha addosso e ovunque i segni di quel legame spezzato.

I didn’t want that

E alla fine non sono riuscita a finirla come io davvero volevo. E mi sono accorta che ciò dipendeva dal fatto che fosse stato per me mai sarebbe finita. Dunque ho perso le mie troppe scommesse sull’esito eterno del nostro amore.

On me

Il mio cuore ormai fragile si era arreso. Lui non abitava più lí. Ora il problema era riuscire ad eliminarlo dalla mia testa poiché lo sentivo in ogni singolo millimetro del mio corpo. In superficie e in profondità.

The love

Un amore perfetto?

No, nemmeno io aspiro a tanto. Mi basterebbe poter fare i capricci. Questa perfetta libertà. Mettiamo che io ti dicessi “Ho voglia di mangiare torta di fragole” e che tu lasciassi perdere tutto il resto per correre a comprarla. Tu ritorni col fiatone e dici “Ecco, Midori, la tua torta di fragole” e io rispondo “Ah, ma adesso non mi va più” e la butto dalla finestra.

Ecco, questo è quello che cerco.

tratto da Norwegian wood, H. Murakami

Just writing

Sai cosa mi ha convinto a diventare uno scrittore e a non cambiare più idea?

Quando ero in Kenya, una mattina mi sono svegliato, sono sceso dalla macchina per fare pipì e mi sono ritrovato faccia a faccia con un leone. Lo giuro, sul serio. C’era un leone maschio che stava a 4 metri davanti a me, mi fissava diritto negli occhi. Insomma, era chiaro quello che voleva dirmi: che io ero suo. E io non ho fatto niente, ero paralizzato. Il mio fisico non era in grado di muoversi. Era rimasto lì a fissarmi per qualche momento e poi si è incamminato passandomi qui accanto. Io non dimenticherò mai quel momento. L’istante in cui ho capito che non c’era alcun piano B. Basta con i documentari, pensare di fare il veterinario. E soprattutto no ad Harvard. C’era solo una cosa che volevo fare ed era stato sempre il mio unico sogno. E quella cosa era scrivere. Insomma, io volevo soltanto scrivere. E immaginavo che ogni singola pagina dovesse essere l’ultima prima di andarmene per sempre. Io voglio lasciare qualcosa di mio. Capisci? Io voglio che di me resti qualcosa. Un segno. Perché lo sai che prima o poi verrà. Un grosso leone sotto mentite spoglie che ci porterà via.

tratto dal film “Padri e figlie”